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Indirizzi aziendali: Veterinari

Il settore Veterinari è una delle categorie più rappresentate nel nostro database, con 6.097 aziende in tutta Italia.

📬 Indirizzi postali

6.097

da 914,55 €

📧 Con e-mail

1.363

da 54,52 €

📞 Con telefono

5.830

🌐 Con sito web

2.460

Delle 6.097 aziende del settore Veterinari, 1.363 dispongono di un indirizzo e-mail (22%), 5.830 di un numero di telefono (96%) e 2.460 di un sito web (40%).

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Indirizzi Veterinari per regione

Distribuzione delle aziende del settore Veterinari nelle regioni italiane. Clicca su una regione per vedere i dettagli.

Lombardia 1.092
Lazio 597
Emilia-Romagna 588
Piemonte 500
Veneto 458
Toscana 458
Sicilia 363
Campania 345
Puglia 291
Sardegna 248
Liguria 206
Marche 166
Umbria 138
Friuli-Venezia Giulia 121
Abruzzi 113
Calabria 88
Trentino-Alto Adige 80
Basilicata 27
Valle D'Aosta 16
Molise 15

Le città con più aziende del settore Veterinari

Roma (357), Milano (185), Torino (123), Napoli (101), Genova (87), Bologna (83), Palermo (55), Firenze (51), Messina (41), Bari (40), Brescia (36), Verona (35).

Informazioni sul settore Veterinari


Wer in uno studio veterinario entra per la prima volta, vede solo una parte del lavoro: visite, animali, proprietari in attesa e personale che risponde al telefono. Dietro questa attività ci sono però organizzazione degli appuntamenti, gestione delle urgenze, cartelle cliniche, farmaci, materiali di consumo, pulizia degli ambienti, attrezzature diagnostiche, comunicazione con i clienti e coordinamento tra medico veterinario, assistenti e amministrazione. La categoria Veterinari comprende studi individuali, ambulatori, cliniche veterinarie e strutture con più professionisti. Il lavoro quotidiano richiede precisione, rapidità e continuità, perché gli imprevisti sono frequenti e il rapporto con il proprietario dell’animale deve restare chiaro anche nei momenti delicati. Per chi pianifica una campagna B2B, questo significa che la proposta deve essere utile al funzionamento della struttura, non solo interessante sulla carta.

Un esempio pratico: un fornitore di software per agenda, richiami vaccinali e gestione dei clienti decide di lavorare sulla Lombardia. Seleziona gli indirizzi della categoria Veterinari in questa regione, esclude i contatti senza telefono quando vuole fare qualificazione diretta e controlla i siti web disponibili per capire se si tratta di studi piccoli, ambulatori più strutturati o cliniche con più servizi. Il primo passo può essere una telefonata breve per individuare chi gestisce l’organizzazione dello studio. Se l’interlocutore mostra interesse, il fornitore invia una e-mail con una spiegazione sintetica, una scheda del servizio e una proposta di confronto. Dopo alcuni giorni richiama solo i contatti qualificati. Il risultato non è garantito: alcuni avranno già un sistema, altri non avranno tempo, altri chiederanno informazioni per una valutazione successiva. Il vantaggio sta nel lavorare su un target coerente, non su contatti casuali.

Questi indirizzi sono utili a fornitori che vendono prodotti e servizi realmente collegati alla pratica veterinaria. Possono usarli aziende che propongono software gestionali per studi veterinari, sistemi per appuntamenti, promemoria ai clienti, fatturazione, archiviazione documentale, strumenti diagnostici, attrezzature per ambulatorio, tavoli visita, bilance, frigoriferi per farmaci, materiali monouso, guanti, disinfettanti, prodotti per pulizia professionale, dispositivi di protezione, arredamento tecnico e soluzioni per sala d’attesa. Anche fornitori di alimenti specifici per animali, servizi di laboratorio, manutenzione tecnica, smaltimento rifiuti, assicurazioni professionali, siti web, marketing locale, telefonia, pagamenti elettronici e formazione possono trovare interlocutori adatti. L’offerta deve però essere presentata con attenzione: chi lavora in uno studio veterinario valuta utilità, affidabilità, semplicità d’uso e impatto sull’organizzazione quotidiana.

La decisione d’acquisto nei veterinari è spesso vicina alla persona che lavora direttamente nello studio. In uno studio individuale può decidere il titolare; in un ambulatorio con più figure può intervenire un responsabile organizzativo, un socio o una persona che segue amministrazione e fornitori. Nelle strutture più articolate la scelta può richiedere più passaggi, soprattutto se riguarda software, apparecchiature, contratti o servizi continuativi. L’approccio deve quindi essere diretto ma professionale. Per materiali ricorrenti può funzionare una comunicazione pratica e commerciale; per strumenti tecnici o gestionali serve una spiegazione più precisa, con attenzione a tempi, integrazione nel lavoro e assistenza. Non conviene usare un tono troppo aggressivo: meglio mostrare subito quale problema dello studio viene affrontato e lasciare spazio a una valutazione ordinata.

Il database comprende 6.097 indirizzi della categoria Veterinari in Italia. Di questi, 1.363 includono un indirizzo e-mail, 5.830 dispongono di un numero di telefono e 2.460 riportano un sito web. Le regioni con maggiore copertura sono Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna, mentre le città più presenti sono Roma, Milano e Torino. Per una campagna commerciale questi dati suggeriscono una strategia molto concreta: il telefono è il canale principale per qualificare il contatto, capire chi decide e verificare se la proposta è pertinente. Il sito web aiuta a preparare meglio l’approccio, distinguendo il tipo di struttura e i servizi offerti. L’e-mail, disponibile per una parte più limitata dei record, può essere usata come seguito mirato o per inviare materiale richiesto. La segmentazione geografica permette di partire da una regione o da una città, misurare le risposte e poi ampliare gradualmente la campagna.

Nel primo contatto con studi veterinari possono arrivare obiezioni prevedibili. Se la risposta è “abbiamo già un fornitore”, non serve forzare: si può proporre di restare come alternativa per una categoria precisa, ad esempio materiali, software o assistenza tecnica. Davanti a “non abbiamo bisogno”, è meglio chiedere se il tema viene gestito internamente o da un partner esterno, così da capire se il contatto è davvero pertinente. Se dicono “non ho tempo”, va rispettato, perché lo studio può essere impegnato con visite o urgenze. In quel caso funziona una frase breve e la richiesta di un momento migliore. Quando viene chiesto di inviare una e-mail, il messaggio successivo deve essere sintetico, ordinato e legato esattamente al motivo della chiamata. In questo settore la credibilità nasce da rispetto, precisione e pertinenza.

Domande frequenti

Quanti indirizzi del settore Veterinari sono disponibili?
Attualmente 6.097 aziende in tutta Italia.
Quante aziende hanno un indirizzo e-mail?
1.363 aziende (22%).
Quanto costa la lista?
I pacchetti regionali partono da 10,00 €. Pacchetto postale da 914,55 €, pacchetto e-mail da 54,52 €.

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