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Indirizzi aziendali: Cibo da asporto

Il settore Cibo da asporto è una delle categorie più rappresentate nel nostro database, con 13.319 aziende in tutta Italia.

📬 Indirizzi postali

13.319

da 1.997,85 €

📧 Con e-mail

2.339

da 93,56 €

📞 Con telefono

12.949

🌐 Con sito web

7.238

Delle 13.319 aziende del settore Cibo da asporto, 2.339 dispongono di un indirizzo e-mail (18%), 12.949 di un numero di telefono (97%) e 7.238 di un sito web (54%).

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Indirizzi Cibo da asporto per regione

Distribuzione delle aziende del settore Cibo da asporto nelle regioni italiane. Clicca su una regione per vedere i dettagli.

Lombardia 2.470
Veneto 1.578
Lazio 1.347
Emilia-Romagna 959
Piemonte 940
Sicilia 826
Toscana 769
Campania 755
Puglia 644
Sardegna 450
Marche 406
Liguria 348
Friuli-Venezia Giulia 301
Calabria 294
Abruzzi 292
Trentino-Alto Adige 291
Umbria 209
Basilicata 82
Molise 59
Valle D'Aosta 38

Le città con più aziende del settore Cibo da asporto

Roma (813), Milano (441), Torino (298), Bologna (205), Napoli (162), Genova (117), Palermo (115), Firenze (107), Padova (106), Venezia (104), Verona (97), Cagliari (68).

Informazioni sul settore Cibo da asporto

La categoria "Cibo da asporto" mette insieme tutti i locali che preparano cibo da portare via o da consegnare: pizzerie al taglio e d'asporto, friggitorie, rosticcerie, kebab, sushi take away, poke bar, locali di cucina etnica, paninoteche, gastronomie e tavole calde. Alcuni lavorano solo sull'asporto, altri affiancano un piccolo numero di tavoli, molti si appoggiano alle piattaforme di consegna a domicilio. La giornata è scandita dai picchi dei pasti, pranzo e cena, con preparazione a monte e gestione degli ordini che arrivano al banco, al telefono e tramite app. Sono attività spesso a conduzione familiare, con margini stretti, alta rotazione di materie prime e grande attenzione ai costi e ai tempi.

Al primo contatto la frase più comune è "abbiamo già il fornitore", il che è quasi sempre vero, perché questi locali lavorano con grossisti di fiducia e cambiano malvolentieri. Non serve smontare il fornitore esistente, ma chiedere su un punto preciso, il prezzo del packaging o i tempi di consegna nei weekend. Al "non ho tempo" si risponde rispettando i loro orari: chiamare in piena ora di pranzo è inutile e controproducente. Quando dicono "mandi una mail" conviene prenderlo alla lettera solo se si ha qualcosa di concreto e breve da mandare, e fissare comunque un momento per richiamare a locale chiuso.

Le offerte che hanno senso per questi locali sono concrete. C'è tutto il packaging per l'asporto: contenitori, vaschette, sacchetti, posate monouso, cartoni per pizza, bicchieri, materiale per la consegna a domicilio. Ci sono le materie prime e i grossisti alimentari, le bevande e le forniture per il banco. Sul piano dell'attrezzatura entrano friggitrici, forni, piastre, banchi refrigerati, affettatrici e la loro manutenzione. Sui servizi pesano i registratori di cassa e i gestionali per ordini, i sistemi di cassa collegati alle piattaforme di delivery, le insegne e il materiale promozionale, oltre allo smaltimento oli esausti e alla consulenza su igiene e HACCP.

Il ritmo d'acquisto è netto. Il consumabile, packaging e materie prime, gira di continuo, con riordini settimanali o anche più frequenti: qui contano prezzo, disponibilità e puntualità della consegna. Le attrezzature, friggitrici, forni, banchi, e i sistemi di cassa o gestionali si comprano invece di rado, quando qualcosa si rompe o all'apertura e ristrutturazione del locale. Chi vende consumabile deve farsi sentire con regolarità ed essere pronto a subentrare; chi vende attrezzatura o software conviene che resti presente nel tempo, per farsi trovare nel momento della rottura o del rinnovo.

L'archivio conta 13.319 attività di cibo da asporto in Italia. Di queste, 12.949 hanno un numero di telefono, 7.238 un sito web e solo 2.339 un'email. Lo squilibrio è evidente: la copertura telefonica è quasi totale, mentre l'email tocca meno di un record su cinque. La strategia che ne deriva è chiara, il telefono è il canale principale, da usare fuori dagli orari dei pasti, con l'email come semplice supporto dopo il contatto. La concentrazione maggiore è in Lombardia, Veneto e Lazio, con Roma, Milano e Torino in testa tra le città: conviene partire da queste aree, dove la densità di locali rende più efficiente una tornata di chiamate concentrata.

Domande frequenti

Quanti indirizzi del settore Cibo da asporto sono disponibili?
Attualmente 13.319 aziende in tutta Italia.
Quante aziende hanno un indirizzo e-mail?
2.339 aziende (18%).
Quanto costa la lista?
I pacchetti regionali partono da 10,00 €. Pacchetto postale da 1.997,85 €, pacchetto e-mail da 93,56 €.

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