Il settore Birrifici è una delle categorie più rappresentate nel nostro database, con 5.152 aziende in tutta Italia.
📬 Indirizzi postali
5.152
da 772,80 €
📧 Con e-mail
1.737
da 69,48 €
📞 Con telefono
4.798
🌐 Con sito web
3.647
Delle 5.152 aziende del settore Birrifici,
1.737 dispongono di un indirizzo e-mail
(34%),
4.798 di un numero di telefono
(93%) e
3.647 di un sito web
(71%).
Distribuzione delle aziende del settore Birrifici nelle regioni italiane.
Clicca su una regione per vedere i dettagli.
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Lombardia 860
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Veneto 604
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Lazio 486
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Puglia 382
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Emilia-Romagna 341
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Campania 341
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Piemonte 340
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Toscana 302
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Sicilia 223
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Marche 167
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Friuli-Venezia Giulia 163
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Abruzzi 153
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Liguria 139
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Sardegna 137
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Trentino-Alto Adige 119
Caricamento…
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Calabria 112
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Umbria 70
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Basilicata 53
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Molise 28
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Valle D'Aosta 13
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Le città con più aziende del settore Birrifici
Roma (252), Milano (140), Napoli (63), Bari (48), Bologna (46), Torino (45), Palermo (42), Firenze (31), Padova (31), Genova (31), Brescia (28), Modena (25).
Informazioni sul settore Birrifici
Dietro la voce "Birrifici" si raccolgono le aziende che producono birra: birrifici artigianali di piccola e media dimensione, microbirrifici, brewpub che producono e vendono direttamente sul posto, e birrifici agricoli che coltivano in proprio parte delle materie prime. Alcuni sono realtà minime, magari un paio di persone con un impianto piccolo che vendono in zona, altri sono strutture più organizzate con distribuzione su più regioni. La loro attività mette insieme la parte produttiva, ammostamento, fermentazione, maturazione, imbottigliamento o infustamento, con la gestione delle materie prime, il controllo qualità e tutta la parte commerciale fatta di vendita a locali, distributori e clienti finali. Pesano gli adempimenti sulle accise e sulla tracciabilità, e in molti casi il titolare è anche il mastro birraio, quindi una figura che vive sia in produzione sia nella gestione dell'azienda.
Per un fornitore questa categoria ha bisogni precisi. A monte ci sono le materie prime, malto, luppolo, lieviti, additivi e prodotti per la pulizia e sanificazione degli impianti, che si riacquistano con regolarità. Poi viene l'impiantistica: serbatoi, fermentatori, sistemi di refrigerazione, impianti di imbottigliamento e infustamento, fusti e la loro manutenzione. C'è tutto il capitolo del confezionamento, bottiglie, lattine, tappi, etichette, cartoni, e quello della logistica e del trasporto a temperatura controllata. Sul piano dei servizi entrano i gestionali per produzione e magazzino, i software per la gestione delle accise, la consulenza tecnica sulle ricette e sul controllo qualità, il marketing, il design delle etichette e i servizi per vendere online o nel punto vendita. Chi propone uno di questi prodotti parla con un cliente che bada alla qualità e alla costanza della fornitura.
Sulla struttura decisionale c'è poco da girarci attorno: nella maggior parte dei birrifici decide il titolare, che spesso è anche il mastro birraio o il fondatore. Non ci sono uffici acquisti né filtri amministrativi, se non nelle realtà più grandi, quindi si parla direttamente con chi conosce l'impianto e firma gli ordini. Questo cambia il modo di proporsi: l'approccio funziona se è diretto e competente, capace di parlare la lingua tecnica della produzione quando serve, ma anche concreto sui costi, perché chi decide è la stessa persona che fa i conti a fine mese. Un discorso troppo formale o puramente commerciale qui pesa meno di un interlocutore che dimostra di capire come si fa la birra e quali problemi pratici risolve.
L'archivio raccoglie 5.152 indirizzi di birrifici in Italia. Di questi, 4.798 hanno un numero di telefono, 3.647 dispongono di un sito web e 1.737 riportano un indirizzo email. La copertura telefonica è alta, mentre l'email è ferma a circa un terzo dei record: il telefono resta quindi il canale principale, tenendo conto che spesso si finisce per parlare direttamente con il titolare impegnato in produzione. I siti web, presenti in oltre due record su tre, sono utili per conoscere il birrificio e la sua gamma prima di chiamare. La concentrazione maggiore è in Lombardia, Veneto e Lazio, con Roma, Milano e Napoli tra le città in testa. Conviene partire da una di queste aree e usare i siti per qualificare i contatti prima della telefonata.
Sulla stagionalità vale la pena ragionare prima di chiamare. La birra ha un picco di vendite nei mesi caldi, quindi tra la primavera e l'estate i birrifici sono concentrati sulla produzione e sulle consegne, e hanno poco tempo da dedicare a nuovi fornitori. I mesi più freddi, dall'autunno all'inverno, sono in genere più adatti per proporsi: il ritmo produttivo legato alla stagione calda rallenta ed è il periodo in cui si pianificano acquisti di impianti, materie prime e si valutano nuove forniture per l'anno successivo. Chi vende impianti o attrezzature trova più ascolto nella bassa stagione, mentre per le materie prime di consumo continuo conta più la costanza che il mese specifico.
Domande frequenti
Quanti indirizzi del settore Birrifici sono disponibili?
Attualmente 5.152 aziende in tutta Italia.
Quante aziende hanno un indirizzo e-mail?
1.737 aziende (34%).
Quanto costa la lista?
I pacchetti regionali partono da 10,00 €. Pacchetto postale da 772,80 €, pacchetto e-mail da 69,48 €.