Il settore Agricoltori è una delle categorie più rappresentate nel nostro database, con 25.346 aziende in tutta Italia.
📬 Indirizzi postali
25.346
da 3.801,90 €
📧 Con e-mail
6.731
da 269,24 €
📞 Con telefono
20.818
🌐 Con sito web
10.289
Delle 25.346 aziende del settore Agricoltori,
6.731 dispongono di un indirizzo e-mail
(27%),
20.818 di un numero di telefono
(82%) e
10.289 di un sito web
(41%).
Distribuzione delle aziende del settore Agricoltori nelle regioni italiane.
Clicca su una regione per vedere i dettagli.
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Lombardia 3.165
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Toscana 2.423
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Veneto 2.349
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Emilia-Romagna 2.187
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Piemonte 2.043
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Sicilia 1.434
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Campania 1.131
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Lazio 1.125
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Puglia 1.049
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Marche 816
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Calabria 770
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Umbria 688
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Sardegna 658
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Trentino-Alto Adige 630
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Friuli-Venezia Giulia 601
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Abruzzi 560
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Liguria 459
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Basilicata 302
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Molise 124
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Valle D'Aosta 49
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Le città con più aziende del settore Agricoltori
Roma (190), Verona (58), Milano (50), Modena (46), Ravenna (42), Pistoia (39), Vittoria (39), Perugia (38), Faenza (38), Genova (36), Bologna (36), Parma (35).
Informazioni sul settore Agricoltori
La categoria degli agricoltori raccoglie le imprese che vivono di coltivazione della terra e allevamento, in tutte le loro forme. Si va dalla piccola azienda agricola a conduzione familiare alle realtà più grandi e strutturate, dai produttori di cereali, ortaggi e frutta ai viticoltori e olivicoltori, dagli allevatori di bovini, suini e avicoli alle aziende lattiero-casearie che trasformano in proprio. Rientrano qui anche le cooperative agricole, gli agriturismi che affiancano l'ospitalità al lavoro nei campi e le aziende biologiche. Nel quotidiano questi operatori hanno a che fare con i ritmi delle stagioni, che dettano semina, trattamenti e raccolta, con la cura del bestiame che non conosce giorni di riposo, con la manutenzione di trattori e macchinari, la gestione degli appezzamenti e dei magazzini, l'irrigazione e la lotta contro le avversità climatiche e i parassiti. A questo si aggiunge una parte burocratica tutt'altro che secondaria: domande per i contributi PAC, fascicolo aziendale, pratiche per il fondo agricolo, registri dei trattamenti e adempimenti sanitari per chi alleva. È un lavoro fatto di mani sporche di terra e, allo stesso tempo, di scadenze e moduli da rispettare.
Un mailing postale verso questo target ha senso proprio perché molti agricoltori vivono e lavorano lontano dalla scrivania e leggono la posta con attenzione, spesso la sera. Conviene una lettera concreta, scritta in modo semplice e diretto, che vada subito al punto: che problema risolve il prodotto, quanto fa risparmiare, in quanto tempo. Un formato che funziona è la lettera accompagnata da un piccolo catalogo o da una scheda con le immagini dei prodotti, perché chi lavora la terra vuole vedere l'attrezzo, la macchina, il sacco di mangime. Meglio indicare con chiarezza un numero di telefono e tenere conto della stagionalità: inviare quando il lavoro nei campi rallenta, non in piena raccolta o semina. Il richiamo si fa poi per telefono, dopo qualche giorno, citando la lettera ricevuta per dare continuità al contatto e parlare con il titolare in un momento tranquillo della giornata.
Sul piano dei dati, il verzeichnis raccoglie 25.346 imprese della categoria agricoltori. Di queste, 20.818 dispongono di un numero di telefono, la quota nettamente più ampia, e questo conferma che il telefono è il canale principale per raggiungere chi lavora in campagna e raramente sta davanti a un computer. 10.289 hanno un sito web, segno spesso di aziende un po' più strutturate o di chi vende direttamente i propri prodotti, e questa informazione aiuta a distinguere il piccolo coltivatore dall'azienda organizzata. Solo 6.731 riportano un indirizzo e-mail, una quota più contenuta che riflette bene la realtà del settore. La strategia che ne deriva è chiara: puntare sul telefono per il primo contatto, affiancare il mailing postale dove serve mostrare i prodotti, e tenere l'e-mail per chi è già più digitalizzato e per i follow-up scritti. Con i poli in Lombardia, Toscana e Veneto e nelle aree di Roma, Verona e Milano, si può costruire un piano per zone agricole omogenee.
Nella stragrande maggioranza dei casi decide il titolare in prima persona. L'azienda agricola è spesso un'impresa familiare dove chi possiede la terra è anche chi la lavora e chi compra trattori, sementi e mangimi, quindi non esistono uffici acquisti né filtri da superare: si parla direttamente con chi ha le mani nella terra e i conti in testa. Questo significa che l'approccio deve essere diretto, pratico e senza fronzoli. L'agricoltore valuta in base all'esperienza concreta, si fida del passaparola con i vicini e diffida delle promesse troppo belle. Conta dimostrare di conoscere il suo lavoro, parlare di rese, di risparmio sul gasolio agricolo, di durata di un macchinario, più che di concetti astratti. Il linguaggio è quello di chi tratta su cose tangibili, e la pazienza ripaga, perché una volta conquistata la fiducia il rapporto tende a durare nel tempo.
A questi contatti si può vendere tutto ciò che serve a far funzionare un'azienda agricola. C'è il capitolo dei mezzi: trattori, mietitrebbie, attrezzi per la lavorazione del terreno, ricambi, pneumatici e officine specializzate. C'è il mondo dei materiali di consumo: sementi, concimi, fitofarmaci, mangimi per il bestiame, teli e materiali per serre. Si aggiungono gli impianti di irrigazione, i sistemi di stoccaggio e i silos, le attrezzature per mungitura e stalla, i pannelli fotovoltaici sui capannoni. Sul fronte dei servizi ci sono i consulenti per le pratiche PAC e i finanziamenti agricoli, i commercialisti specializzati, le assicurazioni sulle colture e sulla grandine, i veterinari per gli allevamenti, i laboratori di analisi del terreno e i servizi contoterzisti per chi non possiede tutte le macchine. Sono proposte concrete, legate alla terra e alle stagioni, che parlano la lingua di chi ogni giorno fa i conti con il meteo e con il raccolto.
Domande frequenti
Quanti indirizzi del settore Agricoltori sono disponibili?
Attualmente 25.346 aziende in tutta Italia.
Quante aziende hanno un indirizzo e-mail?
6.731 aziende (27%).
Quanto costa la lista?
I pacchetti regionali partono da 10,00 €. Pacchetto postale da 3.801,90 €, pacchetto e-mail da 269,24 €.